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Non si vivrebbe meglio in un mondo dove non ci fosse inflazione? Non dovrebbe essere meglio un mondo in cui i prezzi rimangono costanti? Nonostante venga abbastanza spontaneo pensare che “senza inflazione si starebbe meglio”, in realtà non è così, perché l’inflazione svolge un ruolo molto importante per l’economia.
Chiaramente, stiamo parlando di “poca” inflazione, un livello eccessivo chiaramente porta grossi danni, di cui abbiamo già parlato a proposito dell’iper-inflazione. E ovviamente, prima di causare equivoci con “poca” intendiamo “effettivamente poca”, non che “l’inflazione deve essere poca perché misurata in modo dubbio“. Già che ci siamo, mi pare positivo anche il fatto che finalmente si misuri anche l’inflazione “sulla spesa quotidiana”, che come saprete è risultata essere del 4,8% e non del 2,9%: è importante avere informazioni corrette per effettuare interventi adeguati.
Ma tornando a noi, che lati positivi può avere l’inflazione (mentre quelli negativi sono evidenti a tutti), tanto che uno degli effetti economici più temuti è quello, opposto all’inflazione, della deflazione?

  • L’inflazione permette un minimo di flessibilità sui prezzi “non rinegoziabili verso il basso”, che è il caso di molti prezzi che spesso il venditore non accetta di diminuire. E’ il caso degli immobili, che difficilmente il venditore accetta di vendere o affittare a meno dell’anno precedente, ma anche dei salari e degli stipendi che dovrebbero idealmente aumentare o diminuire secondo la produttività, che è un concetto però del tutto diverso dal “lavorare di più” che viene ogni tanto sbandierato, (ovviamente questo è vero se si parte da un livello di retribuzione “adeguato”).
  • L’inflazione permette una redistribuzione delle risorse:
    • infatti il “mercato” è incentivato ad investire anziché tenere il capitale “sotto il materasso” per tutelare il valore del capitale: investimento che può essere “diretto” o indiretto (al limite, mettendo i soldi in banca, che li presta alle aziende), favorendo quindi la dell’economia e dell’occupazione.
    • Siccome l’inflazione non è omogenea su tutti i beni, prodotti e servizi, e poiché solitamente le persone non hanno solo capitale monetario nel conto in banca ma anche altri beni (case, auto, mobili, ecc.), la ricchezza viene redistribuita anche in base a come l’inflazione si sviluppa su ogni singolo bene.
  • L’inflazione diminuisce il costo del farsi prestare del capitale: infatti, dato che uno degli effetti dell’inflazione è che almeno nel medio-lungo termine aumentano gli stipendi, di conseguenza il “peso” delle rate diminuisce. Ad esempio, se oggi faccio un mutuo a 30 anni a tasso fisso, con una rata di 500 Euro, e guadagno 1.000 Euro al mese, il peso relativo della rata è del 50% sul mio stipendio: in un trend inflazionistico. Fra 20 anni, è verosimile che lo stipendio, solo per cause di “recupero dell’inflazione” (non per “promozioni” o cose del genere insomma), diventi di 1.500 Euro. La rata quindi non pesa più per il 50% sullo stipendio, ma per il 33%.

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