Il Festival di Sanremo e l'economia italiana

0 Flares 0 Flares ×

Cosa c’entra il Festival di Sanremo in un blog che parla di economia, banche e finanza? In realtà molto, perché mi sembra che rispecchi molto la società (e quindi anche l’economia) italiana. Premesso che sono tra quei 51 milioni di italiani che il festival di Sanremo non lo ha visto, credo che rifletta l’incapacità di rinnovarsi e di innovare dell’Italia, in cui si continua a proporre modelli che non hanno riscontro nella società (leggete pure “economia”, se volete) contemporanea.
Come di molte cose in Italia, nessuno ha bene idea che cosa voglia essere il festival di Sanremo. Un varietà? Una manifestazione musicale? In quest’ultimo caso, qualcuno dovrebbe ad esempio chiedersi cosa i “consumatori di musica”, cioè fondamentalmente i giovani da 15 a 35 anni pensino della “rappresentatività musicale” di Sanremo. E inoltre: dovrebbe premiare la qualità o le potenzialità in termini di successo commerciale? In entrambi i casi sono fin troppo evidenti le contraddizioni

Il festival ricalca schemi che non hanno più riscontro nell'”industria” (ma neppure nella community) musicale, schemi che erano attuali ed adeguati negli anni 50 e 60, ma di certo non adesso (basta anche solo pensare allo “stile” MTV). Esattamente nello stesso modo in Italia vengono spesso riciclati modelli economici e sociali “vecchi” di questa presunta “età dell’oro”, inadeguati non solo e non tanto in confronto al resto del mondo, ma soprattutto in relazione alle esigenze degli italiani: e questo avviene dai modelli industriali all’approccio alle “lotte sociali” da parte di molti sindacalisti.

Un modello “vecchio”, quindi, come molti modelli sociali, economici, e politici che si trovano in Italia. E non è un caso se alla “guida” si trova un Pippo Baudo, ottimo professionista ma pur sempre 72enne, e a contendergli il posto vi sia un 84enne Mike Bongiorno, le cui età rispecchiano in modo preoccupante quello di molti politici della Terra dei Cachi.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

4 pensieri su “Il Festival di Sanremo e l'economia italiana”

  1. Aggiungo una cosa a questa “parentesi sanremese”: in tipico stile italiano, c’è chi definisce il flop di Sanremo “inspiegabile” (Del Noce, direttore di Rai Uno) e chi dà la colpa al fatto che in Italia non è apprezzata “la tv di qualità” (Baudo – e viene da domandarsi da quando in qua Sanremo sia “tv di qualità”).
    Mancando completamente il bersaglio: il “successo” di un prodotto non può essere imposto (mentre spettatori, elettori, cittadini vengono considerati una sorta di “proprietà”, che devono seguire gli “ordini” di direttori televisivi, leader politici, aziende, ecc.).
    Come scritto nel post, Sanremo è un prodotto senza un target, senza caratteristiche specifiche, e che non va incontro alle esigenze del mercato “musicale” né “televisivo”

  2. Aggiungo una cosa a questa “parentesi sanremese”: in tipico stile italiano, c’è chi definisce il flop di Sanremo “inspiegabile” (Del Noce, direttore di Rai Uno) e chi dà la colpa al fatto che in Italia non è apprezzata “la tv di qualità” (Baudo – e viene da domandarsi da quando in qua Sanremo sia “tv di qualità”).
    Mancando completamente il bersaglio: il “successo” di un prodotto non può essere imposto (mentre spettatori, elettori, cittadini vengono considerati una sorta di “proprietà”, che devono seguire gli “ordini” di direttori televisivi, leader politici, aziende, ecc.).
    Come scritto nel post, Sanremo è un prodotto senza un target, senza caratteristiche specifiche, e che non va incontro alle esigenze del mercato “musicale” né “televisivo”

  3. Trovo ingenerose le critiche sollevate.
    Perchè misurare il successo solo con i numeri, soprattutto in un campo dove entrano in gioco questioni soggettive.
    C’è comunque chi non vede per partito preso il festival, a prescindere, e quindi il suo giudizio sarà comunque negativo.
    Poi che ci sia l’immobilismo, che è diverso dal tener presente il passato, è chiaro.
    Ma innovazioni, all’interno di una macchina pesante per sua natura, sono state perlomeno provate.
    Il tutto in mia opinione ovviamente.

  4. Trovo ingenerose le critiche sollevate.
    Perchè misurare il successo solo con i numeri, soprattutto in un campo dove entrano in gioco questioni soggettive.
    C’è comunque chi non vede per partito preso il festival, a prescindere, e quindi il suo giudizio sarà comunque negativo.
    Poi che ci sia l’immobilismo, che è diverso dal tener presente il passato, è chiaro.
    Ma innovazioni, all’interno di una macchina pesante per sua natura, sono state perlomeno provate.
    Il tutto in mia opinione ovviamente.

I commenti sono chiusi.