Euro/Dollaro a livelli record: fin dove si arriverà, e perché?

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Il cambio Euro/Dollaro ha raggiunto nuovi record, toccando quota 1,51. La debolezza del dollaro non è certo una novità: un paio di settimane fa si parlava di come fosse ormai stato infranto un tabù, ed i negozi americani iniziano ad accettare pagamenti in “pregiati” Euro, da parte dei turisti. Val la pena sottolineare ancora che si tratta soprattutto di un indebolimento del dollaro nei confronti di tutte le altre monete, e non di un rafforzamento dell’Euro. Tuttavia, questo andamento del dollaro porta in omaggio delle quotazioni del petrolio (in dollari) a livelli record. Come però abbiamo avuto modo di sottolineare quando il petrolio ha superato per la prima volta i 100 dollari al barile, il prezzo del petrolio, se visto in euro, ha un andamento decisamente più lineare, comunque ascendente, ma non “esplosivo”.

Ma la domanda che viene spontanea è, a questo punto: fin dove salirà il cambio?
I maggiori analisti sembrano essere tutti dell’opinione che non si è raggiunto il massimo, e che il cambio potrebbe toccare 1,55 o anche 1,60 entro metà anno. La ragione è semplice: gli Stati Uniti continuano ad essere in una situazione di incertezza, in una fase di “recessione negata”. Entro qualche mese, inevitabilmente le cose diventeranno inequivocabili, in negativo o in positivo. Val la pena sottolineare che una eventuale recessione sarebbe fisiologica, dato che l’economia USA ha avuto uno sviluppo record in termini reali negli ultimi anni, come si vede anche dal grafico del Dow Jones corretto con l’inflazione di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. E in ogni caso, farebbe chiarezza. Nell’incertezza attuale, il dollaro è probabilmente destinato ad indebolirsi ancora, arrivando ai valori che citavamo sopra.

Gli scenari che si possono presentare successivamente, che potrebbero spingere ad una rivalutazione del dollaro, sono due:

  • Gli USA non sono/saranno in recessione: Il dollaro di conseguenza è destinato a rafforzarsi.
  • Gli USA entrano in recessione: dato che gli USA sono un mercato importante per molti paesi, e dato che l’Europa non sembra essere (ancora) in grado di “prendere il timone” dell’economia mondiale, come qualcuno auspicava, o di almeno “disaccoppiarsi” dall’andamento dell’economia USA, una eventuale recessione USA porterebbe secondo qualcuno anche un indebolimento dell’euro, che adesso è probabilmente sopravvalutato, e quindi ad un rafforzamento del dollaro.

Alcuni analisti sostengono che il valore “equo” del cambio Euro/Dollaro sia tra 1,15 e 1,20, e dichiarano di aspettarsi che tale valore sia raggiunto tra fine 2008 e inizio 2009. Staremo a vedere, personalmente mi pare, “a pelle” un valore basso: è vero che al cambio attuale forse il dollaro è sottovalutato, ma è anche vero che il “peso” dell’economia USA a livello mondiale è destinato a diventare sempre minore nel tempo, se non altro per la rilevanza crescente di paesi come Cina ed India che, ogni tanto dovemmo ricordarcelo, da soli costituiscono oltre il 37% della popolazione mondiale.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

4 pensieri su “Euro/Dollaro a livelli record: fin dove si arriverà, e perché?”

  1. Scusate l’ignoranza ma come mai il prezzo del petrolio continua a salire nonostrante il cambio favorevole col dollaro ?

  2. Scusate l’ignoranza ma come mai il prezzo del petrolio continua a salire nonostrante il cambio favorevole col dollaro ?

  3. Se il dollaro vale meno, servono più dollari per comprare le cose.
    Per cui il prezzo in dollari del petrolio sale.

  4. Se il dollaro vale meno, servono più dollari per comprare le cose.
    Per cui il prezzo in dollari del petrolio sale.

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