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Sento molte persone che si lamentano di aver perso grosse cifre negli ultimi mesi in cui la borsa è andata male. Molto spesso, questo risultato è conseguenza di una serie di fattori, tra cui una sottovalutazione o una cattiva interpretazione del rischio insito nell’investire in azioni o fondi. E spesso collegato vi è una errata composizione del portafoglio di investimenti, su cui quindi val la pena di fare qualche ragionamento.

Innanzi tutto, la “regola zero”, il portafoglio deve essere un portafoglio, cioè deve contenere investimenti diversi, essere almeno un minimo diversificato: altrimenti ci si espone a volatilità estrema e a fattori specifici. Permettetemi in questo senso di auto-citarmi: quello che è veramente scandaloso di scandali come quello di Parmalat, non è tanto se e come le banche hanno venduto azioni di una società che pensavano potesse essere in difficoltà, ma che abbiano lasciato che diverse persone investissero una quota significativa dei propri risparmi su una singola azione.

Poi, il portafoglio deve rispecchiare il rischio che intendete sostenere. Ad esempio, si possono immaginare tre “modelli” indicativi di portafoglio:

Portafoglio “conservativo”

Portafoglio “a rischio moderato”

Portafoglio “aggressivo”

Ovviamente, questa è una suddivisione indicativa, i portafogli andrebbero analizzati un po’ più a fondo (ad esempio, che quota va destinata agli investimenti su mercati “emergenti”, o se abbia senso investire in BOT dato che molti conti correnti offrono PCT che rendono di più), ma già così possono essere utili per vedere se i vostri investimenti rispettano il vostro profilo di rischio.

Ma è importante fare una considerazione, che è fonte spesso di errori (che poi costano molto): il portafoglio di investimento non è il “portafoglio del capitale”. In altre parole, il 100% non è tutto il nostro capitale, ma solamente la parte che decidiamo dedicata all’investimento. Per cui, vanno tenuti “fuori” dal portafoglio, i soldi che ad esempio servono per le spese “correnti”, o per le spese programmate (es. casa, auto), e investiti con un orizzonte temporale adeguato. Altrimenti, ci si trova con un portafoglio di investimento che ha un rischio molto più alto di quello che si è disposti a sopportare: da cui le brutte sorprese di cui parlavamo all’inizio.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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