Mercati troppo emotivi?

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Come probabilmente saprete già, la FED ha deciso un significativo taglio dei tassi, allo scopo di sostenere le borse dopo la giornata di martedì che ha portato pesanti ribassi. La mia impressione, però è che in questo momento i mercati si stiano comportando in modo molto emotivo, e poco razionale. Non è di per sé una novità: val sempre la pena di citare Keynes, che diceva che i mercati sono sì razionali nel lungo periodo, ma possono rimanere irrazionali per molto più tempo di quanto l’investitore medio possa permettersi.

Quella che è la novità è che anche le banche centrali danno l’impressione di comportarsi in modo emotivo: per carità, il taglio dei tassi ha funzionato, permettendo di recuperare molte delle perdite. Ma mi pare un evento troppo incisivo (portando il tasso dei FED Funds al 3,50% e il tasso di sconto al 4%) e troppo repentino: una perdita per le borse, del 3-4%, sia pure in una singola giornata, a mio parere non giustificano un intervento come quello della FED, nei modi in cui è stato condotto. Soprattutto, non si riesce a cogliere in modo chiaro quella che vuole essere la politica economica della Federal Reserve, che obiettivi si ponga e con che strategie voglia operare per raggiungerli, con il pericolo di confondere i mercati.
Il rischio è che dopo l’entusiasmo iniziale, qualcuno inizi a domandarsi il perché di questo intervento, ed inizi a pensare che i “fondamentali” dell’economia americana siano molto più deboli di quello che si ripete ufficialmente, sia in termini di recessione/non-recessione che di effetti sulle banche della crisi dei mutui.

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