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Rispetto a quando ne abbiamo parlato di Santander la prima volta, la banca ha migliorato notevolmente la sicurezza del sito, attraverso cui i clienti possono gestire il proprio conto di deposito.
Le migliorie che meritano di essere sottolineate sono soprattutto due:

  • introduzione della password dispositiva, che tra l’altro non utilizza solo numeri ma anche caratteri. La password disposistiva è uno strumento fondamentale perché, nello sfortunato caso in cui si cada vittima di un’operazione di phishing o comunque si rivelino passoword e codice utente, l’hacker che le ha ottenute può solo vedere il conto, ma non spostare soldi.
  • notifica via SMS della richiesta di bonifici, in modo che il titolare del conto possa intervenire subito qualora vi siano valori errati o bonifici non richiesti da lui. Va detto che questa funzione è indubbiamente tranquillizzante, ma volendo essere puntigliosi è implementata in modo non ancora ideale (come del resto avviene anche in molte altre banche): infatti, chi avesse accesso illecito al conto può disabilitare senza alcun problema la notifica (non viene neppure richiesta la password dispositiva – che comunque un “hacker” o chi per lui dovrebbe avere per effettuare bonifici). L’implementazione ottimale prevederebbe che l’attivazione e la disattivazione del servizio fossero notificati via SMS.

Un ultimo piccolo appunto a Santander: l’area riservata continua ad essere molto scarna e spartana, tanto da apparire poco curata. Una maggiore cura del design delle pagine di gestione, per renderle più user-friendly e anche iacevoli, a mio parere incentiverebbe potenziali clienti ad avvicinarsi a Santander, cosa che la banca spagnola meriterebbe, dato che le offerte di Santander sono spesso molto interessanti.

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