Il nuovo taglio dei tassi della FED non convince le borse europee

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La FED ha tagliato di nuovo i tassi, dopo il taglio a sorpresa dello 0,75% di pochi giorni fa, portando il Fed Fund Rate al 3,00%. Personalmente, devo ammettere che questa scelta mi ha un po’ sorpreso, dato che (come altri) pensavo che il 22 gennaio scorso si fosse deciso di “anticipare” il taglio preventivato per fine mese, e che quindi a fine mese non sarebbe accaduto nulla. Invece, ecco che nel giro di due settimane i tassi della Fed sono scesi dell’1,25%.

La ragione della scelta è facilmente comprensibile, ma condivisibile fino ad un certo punto. Il problema di fondo è che l’economia USA è cresciuta negli ultimi anni (ma è un trend di origini lontane) soprattutto grazie all’indebitamento, di privati e di aziende, che ha raggiunto livelli difficilmente insostenibili.
Questo taglio dei tassi sicuramente va a favore di famiglie e aziende americane, che così vedranno alleggerite le rate, ma è anche vero che, come si vede chiaramente dal grafico storico dei tassi FED, i tassi attuali sono già al di sotto del “tasso medio storico”, che è ben oltre il 5,50%. In altre parole, il taglio dei tassi va a “drogare” ulteriormente l’economia USA, e a mio parere la cosa può comportare rischi superiori a quelli di una recessione di qualche trimestre, qualora non vengano prese iniziative strutturali perché gli americani vivano entro i limiti delle loro possibilità.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

7 pensieri su “Il nuovo taglio dei tassi della FED non convince le borse europee”

  1. Condivido totalmente la tua analisi.

    I tassi sono gia’ bassi, e il mercato chiede che vengano abbassati ancora. C’e’ chi parla di tassi all’1% entro Giugno.
    Una economia che ha bisogno di tassi all’1% per andare avanti non e’ sana.

    Inoltre la FED ha affrontato una crisi che era esclusivamente finanziaria, con lo strumento della politica monetaria che a mio avviso e’ totalmente inadeguato.

    Portando i tassi troppo in basso, ripeteranno l’errore di Greenspan.

    Mancano totalmente interventi strutturali volti ad evitare che queste crisi si riverifichino in futuro…d’altra parte le banche vogliono essere salvate dalla crisi che loro stesse hanno generato, ma non si sognano nemmeno che qualcuno possa limitare i loro giochi sui derivati.

  2. Condivido totalmente la tua analisi.

    I tassi sono gia’ bassi, e il mercato chiede che vengano abbassati ancora. C’e’ chi parla di tassi all’1% entro Giugno.
    Una economia che ha bisogno di tassi all’1% per andare avanti non e’ sana.

    Inoltre la FED ha affrontato una crisi che era esclusivamente finanziaria, con lo strumento della politica monetaria che a mio avviso e’ totalmente inadeguato.

    Portando i tassi troppo in basso, ripeteranno l’errore di Greenspan.

    Mancano totalmente interventi strutturali volti ad evitare che queste crisi si riverifichino in futuro…d’altra parte le banche vogliono essere salvate dalla crisi che loro stesse hanno generato, ma non si sognano nemmeno che qualcuno possa limitare i loro giochi sui derivati.

  3. “indebitamento, di privati e di aziende, che ha raggiunto livelli difficilmente insostenibili”

    forse volevi dire “difficilmente sostenibili”

  4. “indebitamento, di privati e di aziende, che ha raggiunto livelli difficilmente insostenibili”

    forse volevi dire “difficilmente sostenibili”

  5. @giorgio: la “gestione Greenspan” è abbastanza universalmente riconosciuta come quella che ha quantomeno alimentato le basi per la crisi attuale. Un po’ tutti speravano che Bernanke avesse una politica non “succuba” dei mercati e delle banche, ma finora non ha soddisfatto queste attese. Poi c’è anche il fatto che il problema non è gestibile solamente dalle banche centrali, essendo temi strutturali servono interventi del governo. E in USA sicuramente non se ne parla fino alle elezioni…

    @vincze: ovviamente. Grazie di aver segnalato il refuso…

  6. @giorgio: la “gestione Greenspan” è abbastanza universalmente riconosciuta come quella che ha quantomeno alimentato le basi per la crisi attuale. Un po’ tutti speravano che Bernanke avesse una politica non “succuba” dei mercati e delle banche, ma finora non ha soddisfatto queste attese. Poi c’è anche il fatto che il problema non è gestibile solamente dalle banche centrali, essendo temi strutturali servono interventi del governo. E in USA sicuramente non se ne parla fino alle elezioni…

    @vincze: ovviamente. Grazie di aver segnalato il refuso…

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