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La FED ha tagliato di nuovo i tassi, dopo il taglio a sorpresa dello 0,75% di pochi giorni fa, portando il Fed Fund Rate al 3,00%. Personalmente, devo ammettere che questa scelta mi ha un po’ sorpreso, dato che (come altri) pensavo che il 22 gennaio scorso si fosse deciso di “anticipare” il taglio preventivato per fine mese, e che quindi a fine mese non sarebbe accaduto nulla. Invece, ecco che nel giro di due settimane i tassi della Fed sono scesi dell’1,25%.

La ragione della scelta è facilmente comprensibile, ma condivisibile fino ad un certo punto. Il problema di fondo è che l’economia USA è cresciuta negli ultimi anni (ma è un trend di origini lontane) soprattutto grazie all’indebitamento, di privati e di aziende, che ha raggiunto livelli difficilmente insostenibili.
Questo taglio dei tassi sicuramente va a favore di famiglie e aziende americane, che così vedranno alleggerite le rate, ma è anche vero che, come si vede chiaramente dal grafico storico dei tassi FED, i tassi attuali sono già al di sotto del “tasso medio storico”, che è ben oltre il 5,50%. In altre parole, il taglio dei tassi va a “drogare” ulteriormente l’economia USA, e a mio parere la cosa può comportare rischi superiori a quelli di una recessione di qualche trimestre, qualora non vengano prese iniziative strutturali perché gli americani vivano entro i limiti delle loro possibilità.

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