Mutui al 100% e difficoltà di rimborso: la mancata informazione preventiva

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Sul Corriere della Sera c’è un interessante articolo che evidenzia come chi ha sottoscritto un mutuo al 100% è più esposto all’aumento dei tassi e corre maggiori rischi di non riuscire a rimborsare il prestito. Per molti versi è la scoperta dell’acqua calda dato che da un lato questi soggetti si trovano a pagare rate più alte (perché si sono fatti prestare un capitale maggiore), dall’altro perché si tratta spesso di persone che non sono riuscite a mettere via soldi prima dell’acquisto della casa, e quindi non è difficile immaginare che abbiano difficoltà di risparmio (o se volete, che arrivino a fine mese “a pelo”) e quindi in caso di aumento delle rate possano trovarsi in grosse difficoltà. Sorprende, per certi versi, che ci si accorga solo adesso che minore è l’anticipo versato, maggiore è la probabilità che il cliente non riesca a proseguire il pagamento delle rate con l’insorgere di difficoltà finanziarie

Va sottolineato che in diversi le banche hanno delle responsabilità, in quanto non sempre hanno spiegato che cos’è un “mutuo al 100%”. Infatti, il mutuo può coprire solo l’80% del valore dell’immobile: per arrivare al 100%, vanno offerte garanzie aggiuntive (firmando anche apposite assicurazioni), e in pratica non è sbagliato vedere la cosa come mutuo per l’80% del valore più prestito per il restante 20%. Solo che quando diventano un unico contratto, le cose si fanno spesso inevitabilmente meno chiare: in caso di necessità, a mio parere può essere più opportuno tenere i due aspetti distinti, in modo innanzi tutto da avere un maggiore controllo sulla situazione, e poi eventualmente anche per tentare di negoziare i due prestiti separatamente.
Strettamente legato c’è il problema che, trattandosi spesso di coppie giovani e spesso non esperte di questioni finanziarie, chi sottoscrive un mutuo al 100% si lascia anche attirare da mutui con tassi promozionali (in cui magari per le prime 10 rate si ha uno spread ridotto), e soprattutto da durate del contratto eccessivamente lunghe: vale quindi la pena ricordare che, come già visto in passato, durate maggiori di 25-30 anni sono spesso controproducenti, in quanto i maggiori interessi che si devono pagare fanno si che non si abbia un vantaggio sostanziale sulla rata.

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