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Ieri ho letto un’interessante intervista a Massimo Cacciari, sindaco di Venezia. Cacciari sosteneva che serve rivedere le regole degli appalti, dato che le corse al solo prezzo più basso non fanno altro che danni: misure di sicurezza approssimative, ma anche materiali scadenti, tempi che si allungano, richieste di revisione dei prezzi. Con che i lavori vengono spesso fatti con qualità scadente, in tempi lunghi, e a costi ben più alti di quelli preventivati. E con una pericolosamente scarsa attenzione alle norme di sicurezza, che in caso di cantieri possono mettere a repentaglio vite umane.
Inutile dire che, nel mio piccolo, condivido in pieno quest’analisi, che per molti versi corrisponde a quanto scrivevo in tempi “non sospetti”, dicendo che bisognerebbe iniziare a preoccuparsi un po’ di più dei risultati che si ottengono con i soldi pubblici e un po’ meno di risparmiare ad ogni costo.
Certo c’è il problema che, detto fuori dai denti, noi italiani ci consideriamo un popolo di ladri, e quindi spesso le cose si fanno prima con lo scopo di impedire (agli altri) di rubare, e poi (se si riesce) di fare le cose. Però in questo modo non si va da nessuna parte.
Anche perché, è bene sottolinearlo, se si costruisce un ponte (ovviamente, è un esempio, vale per tutto – servizi compresi), dovrebbe essere fatto nell’interesse di quelli a cui serve e che utilizzeranno il ponte, e non in quello dei costruttori di ponti. Mentre in Italia è perfettamente normale pensare che se c’è un finanziamento per costruire un ponte, lo scopo non è costruire il ponte perché serve, ma dare lavoro ai costruttori.

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