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Uno degli errori più frequenti che si possono fare quando si investe è quello di non scegliere un investimento di durata adeguata alle proprie esigenze. Mi è capitato spesso di sentire persone dire “no, aspetto qualche mese ad aprire Conto Arancio (o Santander, o altro…) perché probabilmente fra un po’ dovrò fare una spesa consistente e mi potrebbero servire”, e quindi lascia i propri soldi a “marcire” sul conto corrente tradizionale che gli rende lo 0%. Il che equivale a buttar via soldi.

Cerchiamo quindi di vedere i possibili “investimenti” e il relativo orizzonte temporale.

Conto corrente/banche tradizionali: nel conto corrente andrebbero tenuti solo i soldi per le spese “correnti”, tenendosi un po’ di margine per non riscahiare di andare in rosso in caso di errori di calcolo (addebiti di cui ci si era dimenticati), ma senza esagerare. In caso di spese straordinarie, si spostano sul conto corrente i soldi investiti in altro modo. In linea di massima, non si dovrebbero tenere più di 2.000 Euro nel conto corrente.

Conti di deposito (Conto Arancio, Santander, IWPower): dato che non comportano spese di sorta, andrebbero aperti immediatamente e utilizzati. È in conti di questo tipo che si tengono i soldi per le spese che si devono affrontare a breve ma non si sa quando, oltre che un “polmone” per eventuali spese “straordinarie ma non troppo”, e non nei conti correnti. L’orizzonte temporale dell’investimento in un conto di deposito è sufficiente sia pari ai giorni di valuta che vengono addebitati dalla banca per effettuare l’operazione, ed eventualmente al tempo necessario per recuperare, con i maggiori interessi, l’eventuale costo del bonifico per il trasferimento dei fondi. In sintesi: se potete ragionevolmente pensare che i soldi non vi serviranno per almeno 7-10 giorni, è il caso di spostarli su un conto di questo tipo.

Conti correnti di banche online: i conti correnti aperti in banche online possono essere visti in una duplice ottica. Innanzi tutto come conti correnti veri e propri, ma anche come investimento, per i maggiori interessi, simili ai conti di depostio. Quindi a seconda della vostra ottica, l’orizzonte temporale cambia: chiaramente quanto detto in precedenza in riferimento ai conti correnti delle banche “tradizionali” non vale se il conto online garantisce un interesse maggiore. Personalmente, preferisco tenere comunque il meno possibile sul conto “operativo”, dato che è quello più esposto a clonazioni di bancomat & c. (questo non vale solo nelle banche online, anzi), e quindi limitando il capitale presente si limitano anche i danni, che nel peggiore dei casi possibili, si possono verificare. Se invece si utilizza il conto online in quanto conto che offre interessi maggiori rispetto a conti delle banche tradizionali, l’orizzonte temporale da considerare è un po’ maggiore rispetto ai conti di deposito (che in diversi casi offrono interessi minori rispetto ai migliori conti online), perché un conto corrente, anche di una banca online, obbliga comunque al pagamento del bollo previsto per legge. Per dare un numero, diciamo che l’orizzonte temporale di riferimento per decidere di aprire un conto potrebbe essere di circa 6 mesi / 1 anno. Invece, una volta aperto, per spostarvi dei soldi, il ragionamento è lo stesso che per i conti di deposito, e quindi 7-10 giorni.

Pronti contro termine: se si ritiene di non aver bisogno del capitale per qualche mese, la scelta più opportuna è spesso quella di un PCT, che richiede di “bloccare” il capitale per brevi intervalli di tempo (da 30 giorni a 6 mesi). Ovviamente, dipende dalle condizioni che potete avere attraverso la vostra banca, in particolare eventuali costi aggiuntivi e “forza” del vincolo: molti PCT permettono di ritirare comunque il capitale in caso di necessità, semplicemente rinunciando agli interessi. In questo caso, la logica potrebbe essere “se non sono sicuro che mi servano, li investo in pronti contro termine”.

BOT: per investire in BOT, dovreste avere un orizzonte temporale di almeno qualche mese. Tenete presente che però attualmente diversi PCT offrono rendimenti analoghi, se non superiori, ai BOT, con vincoli di tempo minori.

Titoli di Stato: si può dire che l’investimento in Titoli di Stato richiede un orizzonte temporale di almeno un anno. Vale la pena evidenziare che anche se si tratta di titoli a scadenza abbastanza lunga (7 anni per i CCT o fino a 30 anni per i BTP) non è necessario attenderne la scadenza in quanto sono comunque “rivendibili” prima.

Titoli Azionari/Obbligazionari: premesso che stiamo mettendo in un unico calderone cose molto diverse, qui l’orizzonte temporale è il più lungo di tutti. Secondo me non tanto perché bisogna tenere i soldi in borsa per almeno 5-10 anni (cosa su cui io non sono del tutto d’accordo, ma ne parleremo più avanti), c’è il fatto che i soldi investiti in questo modo sono esposti a possibilità di perdite, anche significative: di conseguenza investire in azioni dei soldi che ad esempio sapete vi servono l’anno prossimo per comprare casa, può non essere una buona idea, dato che rischiate di “bruciarne” una parte, e di dovere mettere da parte ulteriore capitale. Credo che si possa dire che l’orizzonte temporale dovrebbe essere di almeno 2-3 anni per le obbligazioni, e 5-10 anni per l’azionario.

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