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Avevo scritto qualche tempo fa dell’imminente arrivo di Zopa, il “prestito peer-to-peer” in Italia. In questi giorni Zopa è finalmente diventato attivo, con i primi “iscritti”.

Come forse saprete, Zopa è un servizio che mette in contatto chi è disposto a prestare danaro e chi ne ha bisogno e non vuole o non può chiederlo alle banche o ad altri operatori finanziari.

Personalmente, rimango un po’ perplesso, come avevo già scritto, almeno per quanto ne ho potuto capire: l’iniziativa è estremamente interessante, ma ho l’impressione che molti siano attratti da Zopa senza aver capito che cos’è e che rischi comporta (perché – come ogni cosa – ha dei rischi). E che questa attrazione per Zopa nasca in molti più che altro a causa di una certa insofferenza (per molti versi comprensibile) verso le banche tradizionali. Ma va ricordata sempre la prima regola degli investimenti: capire dove si mettono i proprio soldi (oppure, da dove si prendono in prestito).

Comunque, si tratta di un’iniziativa che merita di essere seguita attentamente, sperando inoltre che le banche tradizionali sentano la pressione di nuovi possibili competitors e si sentano spinte verso una maggiore trasparenza.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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