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La BCE ha comunicato che secondo i dati in suo possesso non vi è (ancora) stata una riduzione complessiva dei prestiti a famiglie ed imprese, come conseguenza della “crisi dei mutui subprime”. Anzi, a ben leggere il comunicato si direbbe che tali prestiti siano addirittura aumentati, dato che si dice che “il tasso di crescita dei prestiti bancari alle famiglie e alle società non finanziarie è rimasto sostenuto negli ultimi mesi”. Dato che si parla di “tasso di crescita”, a rigore vuol dire che i prestiti sono aumentati.

La BCE metta le mani avanti spiegando che serviranno ulteriori dati e analisi per avere una visione completa degli eventi economici recenti sul sistema bancario e creditizio.

Nel frattempo, però, vorrei ipotizzare una chiave di lettura leggermente diversa di questi dati, meno ottimistica. È possibile che i mutui e i prestiti più “a rischio” siano in valore assoluto anche più “piccoli”: è verosimile che se uno (privato o azienda) non è in grado di offrire garanzie solide, magari gli viene concesso un prestito, ma per una cifra minore.
Di conseguenza, l’impatto in termini di valore assoluto è ridotto (salvo poi innescare un effetto a catena, temuto da molti).

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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