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Le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori in particolare) continuano a lanciare l’allarme sui pignoramenti conseguenti all’aumento dei tassi applicati ai mutui a tasso variabile, ed hanno comunicato le stime (numeriche) dell’aumento dei pignoramenti. Quello dei pignoramenti dei mutui è un tema di cui abbiamo già parlato: soprattutto, ripeto, non è solo colpa delle banche se le persone hanno scelto mutui a tasso variabile anziché fisso, c’è stata da parte di molti una corsa alla rata più bassa, senza preoccuparsi di verificare come potesse variare nel tempo.
Senza voler sminuire l’importanza dell’impegno delle associazioni dei consumatori, che portano avanti lotte importanti per i diritti dei cittadini, mi pare però importante valutare con attenzione anche questi nuovi dati, per evitare ingiustificato allarmismo. I dati che vi sintetizzo nella tabella sono tratti dal Corriere della Sera (Milano è in corsivo perché nella tabella sul Corriere deve esserci un’errore in quanto parla di una stima per il 2007 di 2297 pignoramenti, ma dà un incremento dal 2006 al 2007 di 227).

SEDE DEL TRIBUNALE 2006 2007 +/- Var. %
MILANO 1883 2110 227 12,1%
ROMA 1510 1827 317 21,0%
MONZA 691 863 172 24,9%
COMO 351 442 91 25,9%
MANTOVA 325 383 58 17,8%
ROVIGO 220 261 41 18,6%
VENEZIA 270 313 43 15,9%
MACERATA 151 191 40 26,5%
PINEROLO 156 180 24 15,4%
NAPOLI 1320 1690 370 28,0%
BARI 455 559 104 22,9%
TORINO 1403 1739 336 23,9%
VERONA 1201 1465 264 22,0%
PADOVA 610 726 116 19,0%

A me personalmente (opinione che vale quello che vale…) questa tabella lascia un po’ perplesso, se il Corriere l’ha pubblicata per intero. Il punto è che questi dovrebbero essere i dati relativi ai “principali tribunali”. Però non posso fare a meno di notare che nella lista c’è Pinerolo (senza voler nulla togliere…) e mancano ad esempio Firenze e Bologna. A pensar male, potrebbe venire il dubbio che questi siano non i principali Tribunali, ma quelli dove l’aumento di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari è aumentato maggiormente.

Un altro punto che mi lascia un po’ perplesso del ragionamento complessivo è questo: famiglie che hanno aperto mutui a tasso variabile, adesso si trovano con la casa pignorata perché i tassi sono aumentati, e avrebbero dovuto essere “spinte” verso mutui a tasso fisso. Però adesso i tassi variabili hanno valori abbastanza vicini a quelli che avevano i tassi fissi un po’ di tempo fa: quindi probabilmente queste famiglie oggi in difficoltà non avrebbero potuto permettersi un mutuo a tasso fisso al tempo. Non va dimenticato, infatti, che i mutui a tasso fisso hanno un tasso maggiorato rispetto al variabile: la certezza si paga. Del resto, la maggiorazione è necessaria in quanto le banche devono limitare/coprire il rischio di perdite che potrebbero avere in caso di un aumento dei tassi, non solo nel loro interesse, ma soprattutto perché le banche di fatto prestano i soldi dei loro correntisti, che pretendono forti garanzie.

Il problema di fondo, alla base dell’incremento dei pignoramenti, è probabilmente un altro, molto più ampio, grave e complesso: l’Italia probabilmente è uno dei paesi al mondo con più sfavorevole rapporto salari/costo della vita, anche a causa di un sistema economico che sta sempre più affondando nello scenario mondiale, mentre troppi (politici in primis) litigano per difendere il loro orticello.

Banche e Risparmio [http://www.banknosie.com]

Comments

  1. Mi sembra che vengano omessi diversi dati elementi significativi che potrebbero capovolgere il giudizio. Il primo elemento è che le banche oggettivamente hanno favorito e fortemente consigliato il mutuo a tasso variabile, ben sapendo cosa stavano facendo. Ipotizzare che le banche non sapessero cosa stavano proponendo non è credibile. Anche perché, sono le banche stesse ad avere una forte partecipazione in Banca d’Italia. La quale, come le banche centrali degli altri paesi, ha la sua partecipazione nella Banca Centrale Europea (BCE); la quale decide se e quando e di quanto innalzare i tassi.
    Ora una massa notevole di case sta per essere venduta all’asta, questo farà calare bruscamente i prezzi e questo provocherà una nuova serie di insolvenze per i mutui già in essere. Così le banche incasseranno due volte: prima le prime rate, poi l’immobile intero.
    Dopo la puntata del 14 ottobre della trasmissione Report, vogliamo ancora credere che le banche non sappiano quello che fanno?
    Vi sono ancora in giro offerte di mutui pari al 120% del valore della casa. Vogliamo credere che le banche non sanno quello che fanno?

  2. Mi sembra che vengano omessi diversi dati elementi significativi che potrebbero capovolgere il giudizio. Il primo elemento è che le banche oggettivamente hanno favorito e fortemente consigliato il mutuo a tasso variabile, ben sapendo cosa stavano facendo. Ipotizzare che le banche non sapessero cosa stavano proponendo non è credibile. Anche perché, sono le banche stesse ad avere una forte partecipazione in Banca d’Italia. La quale, come le banche centrali degli altri paesi, ha la sua partecipazione nella Banca Centrale Europea (BCE); la quale decide se e quando e di quanto innalzare i tassi.
    Ora una massa notevole di case sta per essere venduta all’asta, questo farà calare bruscamente i prezzi e questo provocherà una nuova serie di insolvenze per i mutui già in essere. Così le banche incasseranno due volte: prima le prime rate, poi l’immobile intero.
    Dopo la puntata del 14 ottobre della trasmissione Report, vogliamo ancora credere che le banche non sappiano quello che fanno?
    Vi sono ancora in giro offerte di mutui pari al 120% del valore della casa. Vogliamo credere che le banche non sanno quello che fanno?

  3. Non intendevo assolutamente certo dire che (o almeno, non era mia intenzione intendere che) le banche sono delle vergini pudibonde che non sapevano cosa facevano.
    Però, ripeto, non è esclusivamente colpa delle banche (ma ripeto, questo non vuol dire che di colpe non ne abbiano molte): forse perché io ho una diffidenza innata verso quello che mi dicono quelli che lavorano in banca, ma io credo che bisogna pensare con la propria testa: conosco personalmente persone che se avevano bollato come “tentativo di truffa” il fatto che a suo tempo le banca cui avevano chiesto un un’offerta per un mutuo e si erano visti suggerire un tasso fisso, anziché un più economico (apparentemente) tasso variabile. Ammetto che non è una statistica significativa, comunque. Certo, se le banche avessero una tradizione di affidabilità in quel che ti dicono, o dicessero cose almeno sensate, anziché rifilarti quello che conviene loro come purtroppo spesso accade, queste cose non succederebbero.
    Non sono invece d’accordo, almeno per la realtà italiana, il fatto che il calo dei prezzi delle case possa direttamente mettere in difficoltà chi sta pagando un mutuo, a parte rari casi: se ho una rata di x euro da pagare, quello che conta è lo stipendio che prendo, se non ce la faccio ad arrivare a fine mese non è colpa del prezzo delle case che scende o meno. Bisogna anche insistere a puntare il dito su questo problema, credo.

  4. Non intendevo assolutamente certo dire che (o almeno, non era mia intenzione intendere che) le banche sono delle vergini pudibonde che non sapevano cosa facevano.
    Però, ripeto, non è esclusivamente colpa delle banche (ma ripeto, questo non vuol dire che di colpe non ne abbiano molte): forse perché io ho una diffidenza innata verso quello che mi dicono quelli che lavorano in banca, ma io credo che bisogna pensare con la propria testa: conosco personalmente persone che se avevano bollato come “tentativo di truffa” il fatto che a suo tempo le banca cui avevano chiesto un un’offerta per un mutuo e si erano visti suggerire un tasso fisso, anziché un più economico (apparentemente) tasso variabile. Ammetto che non è una statistica significativa, comunque. Certo, se le banche avessero una tradizione di affidabilità in quel che ti dicono, o dicessero cose almeno sensate, anziché rifilarti quello che conviene loro come purtroppo spesso accade, queste cose non succederebbero.
    Non sono invece d’accordo, almeno per la realtà italiana, il fatto che il calo dei prezzi delle case possa direttamente mettere in difficoltà chi sta pagando un mutuo, a parte rari casi: se ho una rata di x euro da pagare, quello che conta è lo stipendio che prendo, se non ce la faccio ad arrivare a fine mese non è colpa del prezzo delle case che scende o meno. Bisogna anche insistere a puntare il dito su questo problema, credo.

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