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Da alcuni giorni, ING ha introdotto la possibilità di PAC su Investimenti Arancio, la famiglia composta da Dividendo Arancio, Euro Arancio, Mattone Arancio, Convertibile Arancio e il recente Bilancio Arancio.

Il PAC (Piano di Accumulo del Capitale) permette di investire regolarmente una cifra fissa a scadenze determinate. Nel caso di ING, il PAC può essere attivato per un minimo di 100€.

Il PAC ha il vantaggio di “mediare” il prezzo pagato per le quote, cioè di ammortizzare gli alti e bassi del mercato. Il che è particolarmente utile se il mercato scende o è particolarmente volatile: se per esempio compro 1 quota a 50€, e il mese dopo ne compro 1 a 48, il prezzo medio che ho pagato è di 49. Insomma, il PAC riduce il rischio. Soprattutto, il PAC permette di “costruire” con calma nel tempo il proprio capitale. Ovviamente, la cosa funziona assumendo che non si dedichi al PAC tutto il proprio risparmio mensile, ma solo una quota dello stesso (non si dovrebbe investire tutto il proprio patrimonio in investimenti a rischio – come sono i fondi – e quindi lo stesso vale per il proprio risparmio).

In tutta sincerità, io non sono un amante dei PAC: credo che un fondo d’investimento debba essere “seguito attivamente” (questo non vuol dire però comprare o vendere tutto alla minima oscillazione del mercato), però comunque almeno settimanalmente o tutt’al più mensilmente uno dovrebbe dedicare qualche minuto a vedere cos’è successo, e nella stessa occasione potrebbe fare l’investimento “a mano”. Questo è tanto più vero nel caso di ING, in cui non vi sono commissioni di ingresso/uscita (chiaramente, la presenza di commissioni diverse tra PAC e investimento “a mano” può fare cambiare il discorso anche del tutto). Insomma, il PAC mi dà un po’ l’idea di “non doversi più preoccupare” di che cosa sta succedendo ai nostri sudati risparmi, cosa che credo sia la più sbagliata che si possa fare.

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