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Dal bollettino mensile della BCE arrivano dati non certo positivi per l’economia. Infatti nel 3° trimestre la richeista di mutui del 2007 segna un pesante -15%. Un dato che va a sommarsi al -22% del trimestre precedente, e che non va preso sotto gamba.

In parte, questo crollo della domanda di mutui dipende dai tassi di interesse che sono arrivati al 4%, ma la stessa BCE deve ammettere che la ragione vera è probabilmente un’altra. Le banche infatti stanno diventando sempre più stringenti sui requisiti e sulle garanzie che richiedono agli aspiranti mutuatari, dopo la scottatura dei mutui subprime americani, pretendendo un rapporto tra valore delle garanzie e ammontare del prestito richiesto sempre più alto, e aumentando non poco i tassi offerti a chi non è in grado di offrire garanzie più che solide, per compensare il maggiore rischio percepito.

E non si tratta di un trend destinato a concludersi presto: ci si aspetta che anche nell’ultimo trimestre del 2007 le banche inaspriscano ulteriormente le richieste di garanzie per la concessione di mutui.

Le conseguenze di questo crollo verticale nei mutui concessi possono essere assolutamente non trascurabili. Indubbiamente, nell’immediato ne risentirà il mercato degli immobili, in particolare residenziali. Ma ci si può aspettare, secondo la stessa BCE, anche un impatto negativo sulla fiducia dei consumatori, con effetti negativi sull’economia in generale.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Ciao, mi chiamo Paolo. Vorrei porti un quesito… secondo te, questo calo di mutui, comporterà un ribasso dei tassi?

  2. Ciao, mi chiamo Paolo. Vorrei porti un quesito… secondo te, questo calo di mutui, comporterà un ribasso dei tassi?

  3. Ciao Paolo, ci sono secondo me due considerazioni (in parte contrastanti) da fare:
    – da un lato, dal punto di vista delle banche, loro possono gestire più che altro lo spread, e potrebbero iniziare a farsi concorrenza per conquistare i clienti che offrono maggiori garanzie, ma anche per “scacciare” quelli che non considerano solidi al 100% (con tassi sfavorevoli). Siccome la maggior parte delle persone si trova in mezzo a questi due estremi, probabilmente per la maggioranza non cambierà molto a livello di tassi, solo sarà più complicato aprire un mutuo (chiederanno probabilmente più “carte”, ecc.).
    – dall’altro, se effettivamente la contrazione dei mutui avesse effetti negativi sull’economia in generale, le Banche Centrali si troverebbero costrette ad abbassare i tassi di interesse, e di conseguenza calerebbero anche i tassi dei mutui.

  4. Ciao Paolo, ci sono secondo me due considerazioni (in parte contrastanti) da fare:
    – da un lato, dal punto di vista delle banche, loro possono gestire più che altro lo spread, e potrebbero iniziare a farsi concorrenza per conquistare i clienti che offrono maggiori garanzie, ma anche per “scacciare” quelli che non considerano solidi al 100% (con tassi sfavorevoli). Siccome la maggior parte delle persone si trova in mezzo a questi due estremi, probabilmente per la maggioranza non cambierà molto a livello di tassi, solo sarà più complicato aprire un mutuo (chiederanno probabilmente più “carte”, ecc.).
    – dall’altro, se effettivamente la contrazione dei mutui avesse effetti negativi sull’economia in generale, le Banche Centrali si troverebbero costrette ad abbassare i tassi di interesse, e di conseguenza calerebbero anche i tassi dei mutui.

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