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Allarme dell’Adusbef (Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi): quest’anno i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari – secondo le stime dell’Adusbef – dovrebbero aumentare del 19%, a causa dell’aumentare dei tassi di interesse.

Arriva la crisi dei mutui anche in Italia dunque? Sì e no, a mio parere. Da una parte, i recenti aumenti dei tassi inevitabilmente mettono in difficoltà chi sta pagando un mutuo a tasso variabile (il 91% del totale, secondo Adusbef), ma secondo me bisogna dare al problema le debite proporzioni.

Per prima cosa, un incremento del 19% è in termini relativi significativo, ma in termini assoluti – sul totale dei mutui concessi – vuol dire che i casi in cui chi ha avuto un mutuo e non è più in grado di pagarlo passeranno dal 3 al 3,5% circa.

Per seconda cosa, bisogna dire che il dato non può giungere inatteso: i tassi negli anni scorsi erano particolarmente bassi ed era logico che sarebbero aumentati. Sicuramente, soprattutto un paio di anni fa, molta gente avrebbe fatto bene a prendere in considerazione mutui a tasso fisso anziché variabile. Su questo punto credo vada sottolineato un concorso di colpa tra banche e clienti.

Infatti le banche non hanno proposto a dovere mutui a tasso fisso, ma è altrettanto vero che i secondi non hanno li hanno chiesti. Anzi, qualcuno sembrava considerare addirittura un tentativo di truffa i tentativi di alcune banche di proporre mutui a tasso fisso.

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