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Negli ultimi mesi, chi sta pagando un mutuo ha avuto un periodo “non esattamente roseo”, con le rate che continuano ad aumentare. Ultimamente, anche se la BCE non ha aumentato i tassi, i tassi di riferimento dei mutui sono aumentati lo stesso. Perché? E che cosa prospetta il futuro?

Innanzi tutto, quello che viene fissato dalla BCE è il tasso ufficiale di sconto (TUS), che è il tasso con cui la Banca Centrale Europea, presta i soldi alle altre banche. Il tasso è uno strumento di politica monetaria in quanto le banche si troveranno a dovrer concedere prestiti ai clienti (ma anche allo Stato) ad un tasso almeno pari al tasso di sconto, per non incorrere in una perdita.

Il tasso di riferimento usato per calcolare gli interessi sui mutui è però l’Euribor. L’Euribor (acronimo di EURo Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in euro) è un tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee. In termini semplici, è il tasso di interesse con cui le banche si prestano i soldi l’un l’altra.

Perché è aumentato l’Euribor? Possiamo ricondurre le motivazioni a due elementi

  1. Probabilmente, molte banche sono a corto di liquidità, per cui la richiesta di liquidi è aumentata e quindi, per le leggi di mercato, i prezzi dei prestiti (cioè i tassi di interesse) sono aumentati.
  2. La “tempesta” sul credito ha ridotto la fiducia nei confronti del sistema bancario, anche da parte delle banche stesse. Le banche si fidano meno l’una dell’altra, e pertanto applicano tassi più alti dato che considerano maggiore il rischio.

Per quanto possa sembrare per certi versi preoccupante che le banche non si fidino l’una dell’altra, in realtà ci si può aspettare che questo sia un fenomeno di durata relativamente breve, e che l’Euribor si riallinei con i tassi decisi dalla Banca Centrale Europea, nel giro di qualche mese.

Più a lungo termine, l’andamento dei tassi sarà strettamente (ed inversamente) collegato alla crescita economica: e la crisi del credito avrà effetti a lungo termine forti (e negativi) sull’economia, è possibile che le banche centrali decidano di tagliare i tassi. Ovviamente, sarebbe un beneficio per quanto riguarda la rata del mutuo, ma non mi pare un beneficio sufficiente per augurarsi una fase di recessione.

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