Crisi del credito: è appena l'inizio?

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Alcuni esperti stanno in queste settimane affermando che la recente crisi del credito (la cosiddetta crisi dei mutui subprime) è appena all’inizio ed è destinata a durare a lungo. Mi pare interessante approfondire le loro argomentazioni, per quanto io speri personalmente in un quadro più ottimistico, perché comunque dà modo di approfondire alcuni aspetti della “crisi dei mutui subprime”, da cui poi ciascuno può trarre delle conclusioni. Vi anticipo che è una storia lunga, per cui dovrò scriverla a puntate.

Venendo alle opinioni dei “pessimisti” la causa della crisi attuale sarebbe in realtà da ricondursi al livello di credito/debito ormai insopportabile del sistema economico globale. Qualcuno non esita a fare il paragone con il declino giapponese dal 1990 al 2003, seguito allo scoppio della bolla nipponica del credito, in cui l’indice Nikkei ha perso l’80% in un arco di 13 anni, passando dai 38916 punti del 29 dicembre 1989 ai 7607,88 del 24 aprile 2003. Oppure, chi la vede un po’ meno nera prospetta qualcosa di simile alla stagnazione dei mercati USA tra il 1960 e il 1975, dove il mercato è rimasto pressoché piatto.

Il punto cruciale è che secondo questa corrente di opinioni, veniamo da un periodo che qualcuno giudica di troppa liquidità, troppa leva, e troppa “ingegneria finanziaria”, e si sarebbe creata una bolla destinata a sgonfiarsi, con conseguenti tempi duri in arrivo per gli investitori.

L’aspetto importante del ragionamento degli esperti “pessimisti” è che indubbiamente chi ha fatto un mutuo oltre le proprie possibilità, e adesso non può pagare le rate, ha delle colpe, ma ci sono delle responsabilità ben più gravi. E in genere si parla di tre soggetti:

  • gli organi di regolamentazione, che hanno lasciato che molte banche americane trasferissero miliardi di dollari di crediti a rischio a risparmiatori stranieri, attraverso metodi poco trasparenti;

  • gestori di hedge fund e fondi pensione, che hanno abusato di meccanismi di leva che non sempre comprendevano pienamente

  • ingegneri finanziari che hanno sviluppato modelli di “sicurezza statistica” del credito, calcolata però con metodi matematici dalle basi tutt’altro che solide.

Tanto da far dire a qualcuno che in realtà vi sarebbe stata una spinta verso la diffusione di prestiti, anche a rischio, perché molti erano interessati a comprare il debito. Un ragionamento che può sembrare strano, ma lo è molto meno se anziché vederli come un mezzo per acquistare una casa, si cambia prospettiva e si pensa ai mutui come uno strumento che consente di generare cash flow a chi li concede, e magari costruirci sopra dei derivati di qualche tipo, in un momento di tassi relativamente bassi.

(continua…)

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Crisi del credito: è appena l’inizio? (parte 1)
Crisi del credito: è appena l’inizio? (parte 2)
Crisi del credito: è appena l’inizio? (parte 3)
Crisi del credito: è appena l’inizio? (parte 4)