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Permettetemi un piccolo sfogo. Non ne posso più di sentire parlare e straparlare della (presunta) crisi dei mutui subprime. Dico “presunta” perché subprime vuol dire “non di prima scelta”, e cioè che di persone/enti/aziende che non offrono solide garanzie. E di conseguenza, non c’è nulla di sorprendente se poi non riescono a rimborsare il mutuo.
I problemi sono diversi, e cioè che alcune banche hanno concesso mutui a gente era già “a pelo”, quando era ovvio che i tassi sarebbero aumentati – e di conseguenza le rate, e di conseguenza avrebbero messo in crisi la capacità di rimborso. Davvero nessuno – banche comprese – in USA si aspettava che i tassi aumentassero quando erano all’1,00%?
E poi il secondo problema è che i certificati basati su crediti a rischio (e ripeto, i mutui subprime per definizione lo sono) sono finiti in “polpettoni” spacciati per super-garantiti. E addirittura nessuno ancora è in grado di dire con precisione dove siano finiti.
Se volete, chiamatela “crisi della trasparenza delle banche“, perché è questo il problema che c’è stato e continua ad esserci.
E diamo anche la giusta dimensione al fenomeno: non si lasci credere a chi ha i soldi in un conto corrente che rischia come un azionista della banca. A volte ho un po’ l’impressione che si cerchi di fare un gran polverone e minestrone di tutto, allo scopo che chi ha veramente combinato malanni (leggi: chi ha lavorato in modo poco trasparente) possa, nella confusione, passarla liscia.

Banche e Risparmio [http://www.banknosie.com]

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