L'esposizione delle banche italiane sui mutui subprime

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La Banca d’Italia ha svolto una serie di verifiche per esaminare l’esposizione delle banche italiane per quanto riguarda i mutui subprime, e di conseguenza il rischio cui sono esposte.

A quanto pare, le banche italiane avrebbero solo una minima esposizione (indiretta) sui prodotti a rischio, con investimenti che coinvolgono solo marginalmente i mutui subprime. Abbiamo quindi un’altra voce che tende a rassicurare il mercato ed i risparmiatori, dopo quella del Governo e di analisti del settore

Da quanto è possibile ricavare da alcune recenti news di Reuters, l’esposizione delle principali banche e assicurazioni dovrebbe essere la seguente:

  • Intesa SanPaolo: la banca non sarebbe coinvolta direttamente, e afferma di avere adottato da tempo “misure di salvaguardia”.

  • Mediobanca: non avrebbe alcuna esposizione diretta o indiretta verso i mutui subprime

  • Mediolanum: non avrebbe alcuna esposizione diretta o indiretta verso i mutui subprime

  • Generali: l’esposizione del gruppo sarebbe di poco più di 3 milioni di euro, cifra che l’Ammministratore Delegato Perissinotto definisce “irrilevante nel contesto di gruppo”

  • Fondiaria-SAI: anche Fondiaria non avrebbe esposizione diretta o indiretta verso i mutui subprime Usa, e non avrebbe neppure in portafoglio titoli di tipo “Collateralized debt obligation” (CDO)

  • Unipol: non vrebbe alcuna esposizione diretta o indiretta verso i mutui subprime, ma sarebbe in possesso di CDO per circa 9 milioni di euro, cifra definita comunque minima sul totale degli investimenti.

  • Unicredit: dovrebbe avere un’esposizione diretta ai mutui subprime “marginale”, di circa 150 milioni di dollari, cui si aggiungono 800 milioni fuori bilancio tramite Bufco, una societa’ veicolo “ereditata” da HVB, che svolge l’attività di deconsolidare crediti

Quindi, i dati sembrerebbero abbastanza tranquillizzanti, per quanto riguarda il panorama italiano. L’unico dubbio che rimane, che è poi quello che aveva spaventato i mercati nelle settimane scorse, è se è possibile che crediti a rischio possano essere finiti, attraverso vie più tortuose, in portafogli “a basso rischio” (e quindi probabilmente neppure conteggiati in queste stime).

L’altro aspetto che sarà interessante cercare di capire meglio è se questi valori sulle percentuali di investimenti che coinvolgono mutui subprime siano rappresentativi anche della situazione Europea in generale, o se ci sia qualche banca che è più pesantemente coinvolta.

Banche e Risparmio [http://www.banknosie.com]