Le aspettative auto-realizzanti

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I mercati hanno una caratteristica che se volete da un lato è un po’ buffa, ma ha implicazioni interessanti ed importanti. Mi riferisco alle aspettative auto-realizzanti, cioè al fatto che se ci si aspetta una certa cosa, questa succede per il semplice fatto che è quello che ci si aspettava. Il meccanismo in pratica è molto semplice: immaginiamo che un certo numero di operatori di borsa si aspetta che le quotazioni di un’azione scendano. Se si aspettano che il prezzo scenda, allora cercheranno di vendere prima che il prezzo scenda troppo. Ma questo genera un’aumento dell’offerta che, secondo le leggi più basilari del mercato, causa una diminuzione del prezzo dell’azione trattata. Ecco qua: il prezzo è diminuito perché ci si aspettava che sarebbe diminuito.

Questo concetto secondo me è importante da tenere in mente quando si cerca di applicare alla borsa metodi di analisi o di previsione empirici, tra cui anche l’analisi tecnica o l’analisi grafica, sui quali c’è un po’ di dibattito sull’utilità, affidabilità e “rigore scientifco”. A mio parere, l’unica cosa che dovrebbe essere significativa come strumento di spiegazione dell’andamento passato e previsione dell’andamento futuro dovrebbe essere la cosiddetta analisi fondamentale (cioè il bilancio e relativi indici, caratteristiche e prospettive del settore di attività, ecc.). Ma non se si vuole operare con successo in borsa, è utile conoscere anche tutti gli strumenti utilizzati dai trader, anche l’analisi tecnica e grafica, tenendo presente che molti trader utilizzano tali strumenti e pertanto agiranno di conseguenza alle indicazioni che questi danno, con il risultato che le loro aspettative tenderanno comunque ad auto-realizzarsi.

La morale che deriva da ciò è interessante: non è sufficiente approfondire gli strumenti e le tecniche che si considerano più giusti, ma è importante conoscere abbastanza bene anche quelli di moda in quanto il fatto che siano diffusi genera aspettative autorealizzanti che influenzano il mercato.

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