Banche online o tradizionali?

0 Flares 0 Flares ×

La prima scelta da affrontare quando si decide di investire dei soldi, è quella del soggetto a cui affidarsi. Un’importante alternativa è quella della scelta tra operatori (banche) online oppure “tradizionali” (chiaramente, che offrano servizi diversi – e più redditizi – del classico conto corrente).

Più di qualcuno ha paura di affidarsi a banche online, che qualcuno chiama anche banche virtuali: ma questo non è un termine corretto, dato che sono banche invece molto reali, in cui quello che cambia è solamente la modalità di rapportarsi ai clienti (cioè noi) – tramite telefono e web anziché tramite sportelli.

Personalmente, io ho una certa preferenza per le banche che operano via web. Non solo perché operare via web è decisamente molto più comodo che doversi recare ad uno sportello, ma soprattutto per due altri fattori secondo me decisivi:

  1. I servizi online, su larga scala, dovrebbero permettere alla banca un risparmio di costi, che si dovrebbero riflettere su una maggiore convenienza per il cliente: di conseguenza, è logico che in media i servizi online siano vantaggiosi. (Notare il “su larga scala”: offrire servizi di qualità, e sicuri, via web non è una cosa banale – anche se è nella capacità di molte banche)
  2. Per la scelta di investimenti online non ci si deve, in genere, appoggiare ad un promotore od un intermediario. Io considero questo un fattore determinante, perché l’unico modo che ha una banca online di attirare clienti è quello di offrire servizi effettivamente validi, chiari e competitivi, dato che non può affidarsi alla “parlantina” del promotore. Inoltre, non va dimenticato che il promotore di solito prende una percentuale sulle vendite di prodotti finanziari: quindi c’è il legittimo sospetto che (comprensibilmente) cerchi di venderci i prodotti che permettono a lui di guadagnare di più, piuttosto che indicarci i prodotti più adatti alle nostre esigenze. Due note: primo, “promotore” in quest’ottica è anche l’impiegato di uno sportello bancario (che spesso prende un bonus per i prodotti finanziari che vende, o comunque deve fare gli interessi della banca per cui lavora – che magari semplicemente non ha prodotti adatti a noi); secondo è che non sto dicendo che i promotori sono disonesti: semplicemente sono parti in causa che hanno degli interessi e quindi c’è la possibilità che i loro giudizi e indicazioni ne risentano.

Ovviamente, credo ci siano situazioni in cui è meglio operare “allo sportello”, in una banca tradizionale: per come la vedo io, quest’ultima è in generale preferibile quando si necessita di servizi o prodotti personalizzati oppure quando si vuole (e si può…) contrattare sulle condizioni.

Credo che si possa finire con una sorta di “morale” di tutto questo post: è importantissimo informarsi bene. Quando si opera online, si è per certi versi costretti, ma anche quando si è di persona di fronte ad un impiegato è doveroso farsi spiegare bene le condizioni e leggersi attentamente i contratti (righe piccole comprese!) prima di firmare. Una regola che non vale solo quando si ha a che fare con le banche!

Banche e Risparmio [http://www.banknosie.com]